“Madalina” è il nuovo romanzo di Chiara Gesmundo

sarà presentato il 9 di ottobre alle ore 17,30 presso il “Museo Terra Pontina”.

Il termine “femminicidio” indica violenza fisica, psicologica, istituzionale, nei riguardi delle donne, il termine venne coniato a seguito delle uccisioni di 370 donne (dai dati forniti da  Amnesty International) a Ciudad Juarez nello stato di Chihuahua, popolosa città messicana. Queste povere donne subirono quasi tutte le stesse sorte, sotto forma di mutilazioni, stupri e torture, provenivano tutte da famiglie povere ed erano nello stesso tempo studentesse e lavoratrici nelle maquilladoras. Questi erano stabilimenti di proprietà straniera, principalmente americana, dove si assemblavano con parti importate, prodotti quali televisori, radio, computers, il tutto allo scopo di essere rivenduti all’estero a prezzi concorrenziali. Tutte queste uccisioni spinsero la scrittrice e attivista Marcela Lagarde a candidarsi al Congresso Federale, per impegnarsi a riformare il codice penale del Paese sudamericano riguardo questi reati, da qui si diffuse per primo il termine di “femminicidio”. In Italia per anni rimase in piedi l’articolo 587 del codice penale (abrogato solo nel 1981) che contemplava una pena minore per chi uccidesse la moglie, la figlia o la sorella per difendere l’onore “suo e della sua famiglia”. Era contemplato inoltre, anche l’estinzione del reato di violenza sessuale a favore di chi sposava la donna che aveva stuprato: soluzione prevista dall’art.544 del codice penale. Solo nel 1996 la riforma penale modificò lo stupro da “reato contro la morale” a “reato contro la persona”, ma le problematiche inerenti l’argomento, nel nostro paese sono rimaste invariate e non accennano a diminuire. A questo scopo, sono sempre più le persone di cultura, che al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, intendono dire la loro su questo tema scottante che coinvolge l’intera società civile in cui viviamo.

Chiara Gesmundo una gentile signora, nata a Latina l’11 febbraio del 1953, ha inteso anche lei dare il suo contributo. Chiara anni fa era titolare di un ristorante, sul lungomare di Latina dove normalmente ci reca per gustare prelibati piatti. Nel ristorante c’era sicuramente un ambiente ideale per discutere di svariati argomenti e c’erano delle donne particolarmente interessate tra le altre cose, a commentare le loro storia di sofferenza e sacrificio. La scrittrice Chiara Gismundo ha tratto spunto da quei tristi ma veri racconti e ne ha fatto la trama del suo nuovo romanzo”Madalina” edito da Virginia Edizioni. Nel libro. la protagonista principale è una ragazza vissuta nel periodo della dittatura Ciaucescu, quando l’intera Romania era presidiata e controllata dalla terribile polizia, che si rapportava al premier e questi reprimeva ogni comportamento che riteneva potesse ledere il prestigio del regime. Soltanto si può immaginare la sofferenza vissuta in quel periodo dal popolo romeno, che praticamente era ridotto alla fame e non le rimaneva altra soluzione che espatriare. Quella cosiddetta emigrazione era decisamente al femminile e la si può considerare un fatto inconsueto per noi italiani, che durante l’ultimo conflitto mondiale eravamo stati partecipi di una nuova ondata di immigrazione dei nostri uomini, che si imbarcavano sulle grandi navi, per raggiungere l’America o altri lidi. La trama del libro, non lascia il lettore indifferente, ma lo coinvolge dalle accurate descrizioni del racconto, dove si narra di donne che rischiano il tutto per tutto, anche di ritrovarsi in situazioni piuttosto difficili, pur di continuare il loro percorso di vita. La loro primaria necessità era quella di inviare dei quattrini alle loro famiglie rimaste in Romania. Madalina è una giovane e bella ragazza rumena, che non vorrebbe lasciare il suo paese, dove ha profonde radici, però in seguito a varie vicissitudini, stanca di essere umiliata fisicamente e psicologicamente, è costretta a lasciare la sua terra in cerca di fortuna. Nel libro sono descritti episodi violenza fisica e morale, Madalina ha un padre che spesso è ubriaco, poi c’è anche il fratello di lei che, in preda ai fumi dell’alcool, picchierà la madre che poi si ucciderà. Madalina una volta giunta in Italia diventa la badante di una ricca signora della Roma bene e suo figlio che è una persona matura, di circa sessant’anni, si innamora di questa ragazza di soli trent’anni. Fino a quel momento quell’uomo era abituato ad avere rapporti soltanto con donne della Roma bene, viziate, dai vestiti firmati che si recavano nelle feste importanti, dove c’era tanta apparenza. Invece riesce a riconoscere negli occhi tristi di Madalina la sofferenza di una donna vera e se ne innamora, quello di cui viene colpito maggiormente è la sua dolcezza, la sua semplicità e il suo essere fragile e forte nello stesso tempo. Il libro trasporta il lettore con intensità nella lettura, descrivendo resoconti di una storia vera, dove l’autrice ha aggiunto soltanto altri particolari e nomi di fantasia. Chiara Gesmundo ha inteso esprimere il suo illustre parere in merito a questa terribile realtà: “La violenza è un qualcosa che detesto veramente come ogni donna matura, ma è una problematica sempre attuale nella nostra società. Ancora oggi esiste in forte misura, ma purtroppo vedo che si fa ben poco per debellarla. Noi donne oltre ad essere delle inguaribili romantiche, ci sentiamo spesso “crocerossine” che offrono il proprio aiuto ingenuamente, sperando che l’uomo possa cambiare. In realtà quello che sta vivendo la coppia malata, non lo si può considerare amore, è solo possesso ed è un modo per farsi del male giorno per giorno. Molti uomini si comportano come bambini e non dimostrano maturità, noi donne invece nella maggioranza dei casi siamo più mature, perché una donna sa accettare quando un uomo la lascia, ci si rimbocca le maniche e si va avanti. Tutto questo è descritto nel mio libro, la nostra società deve cercare in tutti i modi di porre fine a questa orrenda carneficina e lo può fare in diversi modi, aprendo ad esempio un deciso confronto con l’opinione pubblica, anche attraverso sketch pubblicitari e per televisione. E’ necessario parlarne sempre, bisogna aiutare queste donne che soffrono, incitandole a ribellarsi e a denunciare fatti gravi. Alcune donne spesso le vedo indifese, che si fanno uccidere senza opporsi e loro stesse per prima, sanno che prima o poi moriranno. I loro originali litigi non possono essere considerati solo questioni familiari, problemi di coppia, cui non bisogna intromettersi , quelle sono solo avvisaglie e infatti in seguito quelle povere donne vengono uccise”. La copertina del libro è una vera e propria delizia, si tratta di Fulvia Fusco, figlia della scrittrice Gesmundo, in una foto scattata a Parigi e precisamente a Montmartre quando posò per l’artista Rinat Animaev. Quando anni dopo la scrittrice rivide quel ritratto, pensò bene che la foto le ricordava molto il volto sofferto della protagonista. La scrittrice Chiara Gesmundo interverrà alla presentazione del libro “Madalina” il 9 di ottobre alle ore 17,30 presso il “Museo Terra Pontina”.