A Fondi si è svolta la XVIII edizione del FONDIfilmFESTIVAL

Da Venerdì 13 a Domenica 22 Settembre 2019 si è svolta a Fondi la XVIII edizione del FONDIfilmFESTIVAL, un Festival organizzato dall’associazione che porta il nome di Giuseppe De Santis, (uno dei registi più conosciuti al mondo) che prosegue nel suo ’impegno culturale dal lontano  1999, anno della sua costituzione. Il FFF si avvale anche del sostegno di Regione Lazio, Comune di Fondi, Provincia di Latina, Conad Superstore e Banca Popolare di Fondi, del patrocinio di Ministero per i Beni e le Attività Culturali: Direzione Generale Cinema, Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, Provincia di Frosinone, Comune di Patrica e della collaborazione del Centro Sperimentale di Cinematografia e Cineteca Nazionale . Il FONDIfilmFESTIVAL, ogni anno si caratterizza nell’invitare grandi protagonisti del panorama cinematografico nazionale e  internazionale. Al fine di avvicinare le giovani generazioni a una fruizione consapevole del linguaggio della Settima Arte,il FFF ospita la sezione “Cinema &/è Scuola”, anche quest’anno  sono stati proposti agli studenti degli Istituti Superiori di Fondi un film del Neorealismo (“Riso amaro”, nel 70° anniversario dell’uscita del film) e della Commedia all’italiana (“I soliti ignoti”). In questa edizione c’è stata l’illustre presenza di personaggi quali: Michele Placido, Daniela Poggi, Ciro Formisano, Gianluca Arcopinto, Emanuela Gasbarroni, Paolo Quaregna, Morgana Forcella, Sebastiano Somma, Paolo Quaregna e Simone Godan. Marco Grossi sul palco tutta la settimana a dialogare con  gli ospiti intervenuti, come negli anni precedenti, ha dimostrato tutta la sua disinvoltura e competenza.

Nel primo giorno della rassegna del FONDIfilmFESTIVAL, sono stati presentati “Immagini dal lavoro”, sul tema del lavoro, che è sempre stato uno dei motivi ricorrenti del cinema di Giuseppe De Santis. L’attrice Daniela Poggi e il regista Ciro Formisano hanno introdotto  la proiezione di “L’esodo” (2017), film di denuncia ispirato a una storia vera  che ha avuto il grande merito di essersi soffermato  sul drammatico fenomeno degli esodati. Quello è stato un momento sociale che ha visto la disperazione di migliaia di lavoratori e il regista ha saputo rappresentare al meglio la triste vicenda sociale. Daniela Poggi, in una delle performance più intense della sua ricca carriera, è riuscita a calarsi alla perfezione nel  suo ruolo  di protagonista, trasmettendo forza e la dignità al personaggio. Daniela si è espressa così davanti alla platea “La politica ha gravi responsabilità su questa questione, tutto questo è stato fatto a tavolino con i numeri alla mano. Francesca la protagonista, può essere una di noi, che si ritrova a vivere in una situazione a cui non era abituata fino pochi giorni prima. E’ una donna che non vuole pensare che sia stata presa questa decisione dal governo volutamente, quindi continua a  perdonare in un certo senso. E’  fortemente innamorata di sua nipote e non esita a mettersi in ginocchio pur di sollevare la dignità della sua famiglia”.  Il momento più importante dell’edizione 2019, com’è facile immaginare è stato l’incontro con il regista e attore Michele Placido, un appuntamento che è arrivato per delineare al meglio la rassegna retrospettiva con la proiezioni di molte pellicole firmate dal grande artista. Di fronte ad un pubblico che ha dimostrato di apprezzarlo molto, Michele Placido ha ricordato la sua storia personale: “ne è passato del tempo da quando a nove anni in un bellissimo edificio di un piccolo paese vicino Veroli iniziai a studiare, in quanto era mia intenzione diventare missionario. Probabilmente il vero motivo è che i miei genitori avevano otto figli e otto bocche da sfamare, così sarebbero rimasti con uno di meno. Io sono per l’arte e il mestiere e i genitori dovrebbero lasciar fare ai figli e seguire la loro predisposizione. Io il cinema ho cominciato ad apprezzarlo in collegio, dov’ ero attirato dal Vangelo e dalla passione di Cristo, in quegli anni pensai che un giorno, nel caso avessi voluto fare del Cinema, avrei voluto riprodurre a modo mio le gesta dei grandi personaggi religiosi. In seguito mi iscrissi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, posso dire che preferisco il Teatro al Cinema perchè c’è un maggior senso di recitazione e nei nostri giorni sempre più si nota quanto ad alto livello, stanno distruggendo la fruizione del Cinema nelle Sale e con esso il senso di aggregazione sociale. Vi faccio i complimenti perché qui a Fondi state facendo qualcosa di veramente importante, ed in provincia  conosco per esperienza personale, che nascono i migliori talenti per la recitazione”. Battute, ironia, ricordi e racconti anche delle proprie pellicole,  su “Pummarò“, la prima pellicola che vide Placido passare dietro la macchina da presa, (dove venti anni fa compì un coraggioso viaggio attraverso le varie forme del nostro razzismo quotidiano facendo riflettere, senza retorica, su un problema di amara e pungente attualità) e su “7 minuti“, l’ultimo lavoro da regista le cui riprese sono state fatte a Latina.

Al termine dell’interessante dibattito nel chiostro di San Domenico con il grande artista, all’interno della sala Lizzani c’è stata la proiezione di “7 minuti”.  Sabato 22 alle ore 21.00 c’è stato l’incontro con Davide Ferrario, a cui il FFF ha dedicato una lunga rassegna retrospettiva, e le proiezioni di “La zuppa del demonio” (2015) e “Guardami” (1999, V.M. 18). Il Festival si è concluso Domenica 23 con la consegna del premio “Dolly d’Oro Giuseppe De Santis” al giovane regista emergente Ciro D’Emilio, autore del film “Un giorno all’improvviso”, che è stato proiettato dopo la premiazione.

Rino R. Sortino