Elisa Finotti

una pilota pontina di grande livello

l mondo automobilistico o lo si odia o lo sia ama, e chi lo ama lo dimostra precocemente: chi non ha sognato fin da piccolo di diventare pilota e guidare meravigliose automobili da corsa? Dall’esperienza dei grandi piloti di tutti i tempi, risulta che chi riesce a correre in gare autorizzate, non solo si diverte e scarica adrenalina nelle gare, ma acquista una tale scioltezza che quando conduce la propria autovettura personale nelle strade urbane ed extraurbane diventa un automobilista prudente e consapevole. Per diventare piloti professionisti, la strada è lunga in quanto è necessario investire risorse per poi correre nelle cosiddette “formule addestrative. .Per diventare un pilota automobilistico è importante conseguire la patente per piloti, che viene rilasciata soltanto da enti nazionali e specifici e comunque non può essere un risultato immediato. Ci vogliono anni di esperienza e un grosso investimento economico prima di iniziare a scalare le varie categorie e raggiungere il grande obiettivo della Formula 1. Nonostante l’automobilismo sportivo italiano rappresenti una delle realtà agonistiche più vincenti e celebrate a livello mondiale, le donne che prendono parte alle competizioni automobilistiche sono pochissime, e ancor meno sono quelle che hanno potuto costruire una carriera lunga e solida. Le donne ancora oggi occupano un ruolo marginale, nelle gare automobilistiche in quanto esiste la credenza che siano incapaci di guidare e inadeguate per le competizioni automobilistiche. C’è’ una giovane donna invece, che da anni corre con successo su alcuni impegnativi circuiti automobilistici e ha dimostrato di superare quella concezione così discriminante per le donne: il suo nome è Elisa Finotti. L’abbiamo incontrata una serata di fine settembre nell’autofficina dove lavora con suo padre, per cercare di conoscerla più da vicino.

Volevo sapere da te le tue origini, come ti e sorta questa passione per l’automobilismo?

Quest’anno sono 16 anni che pratico l’automobilismo, è una passione che nasce in famiglia perché ho mio padre che ha un’autofficina, anche lui correva a suo tempo e prepara auto da corsa, quindi sono cresciuta in questo settore e piano piano ho coltivato questa passione. Ho iniziato come navigatrice nei rally, poi sono passata al sedile di sinistra e mi sono messa alla guida e tutt’ora faccio gare sia da navigatrice che da pilota.

Nel passato hai avuto una serie di vittorie, ci puoi ricordarne qualcuna?

Ho avuto la fortuna di partecipare a dei campionati italiani, nel 2007 ho partecipato al trofeo Punto Euro Diesel, nel 2013 ho partecipato al CVM che è il Campionato di velocità in montagna, dove siamo arrivati secondi che ed è ldenominata a Coppa Dame e poi varie gare con alcune vittorie in alcune competizioni.

E’ un po’ inconsueto vedere una donna alla guida, tu riesci ugualmente ad avere quella forza necessaria alla guida che può avere un uomo?

Onestamente si, poi le vetture moderne sono vetture che non hanno bisogno di una preparazione fisica, non sono come quelle degli anni 80, quindi anche una donna con un minimo di preparazione in palestra dove si fanno braccia e tutto il resto riesce a guidarle come un uomo, le vetture da corsa.

Tu se specializzata nelle salite e nelle montagne, che differenza trovi con i circuiti?

La differenza tra circuito e montagna sicuramente c’è sulla tipologia di percorso, e sulla preparazione delle vetture. Io prediligo le gare in montagna perchè le trovo più appassionanti. La pista la trovo un pò ripetitiva, bisogna essere costanti. Ho fatto anche un campionato in pista dove su una cinquantina di piloti mi sono classificata settima, non male, però non mi diverto come le gare che faccio in montagna.

A che velocità arrivi durante le gare?

Le velocità da rally non hanno velocità di punta altissime, quindi la velocità è di circa 160, 170 Km/h, però abbiamo delle velocità alte nella percorrenza in curva.

So che recentemente allo Sheraton, hai avuto una grande soddisfazione sotto forma di premio

Si, è stata fatta la premiazione delle stelle del 2018 e sono stata premiata come vincitrice nella categoria Slalom per l’anno scorso. Si, devo dire che è stata una grossa soddisfazione.

Ti prefiggi nel prossimo futuro altri obiettivi che vorresti raggiungere?

L’automobilismo è uno sport difficoltoso, per cui mi pongo solo obiettivi realistici, se potessi, farei solo dei campionati nazionali per potermi mettere in gioco di nuovo. Mi rendo conto però che un pò per impegni lavorativi, un pò per impegni personali, diventa difficile, quindi spero di continuare a vincere anche qualcosa solo a livello regionale, che mi da le stesse soddisfazioni.

Tu lavori anche in una bella e grande Officina, con tuo padre, vogliamo ricordare il nome?

Si io lavoro quì all’Appia Motor ormai da 17 anni e diciamo che il mio hobby nasce anche dal lavoro, nel senso che ho una preparazione tecnica che mi permette di avere qualche vantaggio in più quando faccio queste gare, per cui se c’è un problema tecnico in gara, riesco anche a risolverlo da sola.

Quindi essendo una figlia d’arte, riesci a risolvere abbastanza bene le varie problematiche dei motori

Si, diciamo che ho una bella esperienza, non su tutte le vetture, ma su quelle con le quali ho corso più volte come le Peugeut, posso dire di avere ormai l’orecchio tecnico.

Quali sono le vetture più importanti con cui hai corso?

Sono tanti anni che corro con Peogeut 1300, 1600, 2000, ho corso inoltre con Subaru, Mitsubishi e Punto super 1600. Ne ho usate tante di vetture, ma la mia preferita rimane sempre la piccola Peugeut 1600.

Vuoi aggiungere qualcosa alla nostra discussione?

Vorrei dire che nonostante l’automobilismo sia considerato uno Sport di Serie B, se più pubblico lo segusse, si renderebbe conto che è uno Sport veramente appassionante sotto tutti gli aspetti.

Rispetto allo sport primario dei grossi circuito, vi sentite diversi o le emozioni sono le stesse?

Secondo me le emozioni potrebbero essere anche superiori sotto certi aspetti, parlo sopratutto per quanto riguarda il livello italiano e mondiale delle nostre discipline come rally e cronoscalate. Il fatto è che non sono conosciute dal grande pubblico, però posso garantire che hanno tanto seguito tra gli appassionati

.Benissimo, allora in bocca al lupo Elisa

Rino R. Sortino