I fondi Europei? Una specie di chimera per l’Italia

Viviamo una specie di paradosso tutto italiano, i fondi europei destinati ai programmi di occupazione  crescita promozione culturale paesaggistica  per il nostro paese ammontano  a 43 miliardi di euro da spendere tra il 2014 e il 2020, tuttavia noi come Italia non ne usufruiamo, non riusciamo a trarne beneficio, probabilmente non siamo in grado di farne richiesta. Dei 43 miliardi che sono a nostra disposizione,  fino ad ora ne abbiamo ottenuto solo un miliardo e cento milioni, il perché questo accade è un mistero tutto italiano, i fondi ci sono, ma è necessario  capire le modalità di accesso per avviare le pratiche. Sembra invece  che proprio non ci riusciamo e il tutto  porterebbe a straordinari benefici per tutto il territorio. E’ quello che è avvenuto per esempio in  Campania, nel piccolo comune di Luviano  nel Casertano, ai confini con il Sannio, un intero paese rimesso a nuovo con i fondi europei: il castello, la torre medioevale, la piazza, le due colonne al centro, i resti dell’altare romano di Giano, la pavimentazione del centro storico. Un milione e mezzo di Euro  sono senz’altro  poca cosa, ma diventano tanti se parliamo di un paesino di 1.800 anime, come Luviano. I soldi ci sono ma non sappiamo come arrivarci, eppure sono soldi nostri,  che potrebbero rivitalizzare intere aree del nostro paese, la storia non c’entra niente, la questione meridionale neppure, i ritardi della burocrazia nemmeno. Non si sa quale sia la ragione di questi ritardi, ma resta il mistero di un’occasione storica che sta per essere perduta, se entro il 2020 cioè tra qualche mese,  non verranno presentati progetti adeguati,  quei soldi ci verranno sottratti e verranno affidati ad altri paese più virtuosi di noi. Noi come Italia non possiamo permetterci una tale sciatteria, una tale superficialità: un piccolo paese del Casertano  ci dice che si può fare, per quale ragione il suo esempio  non diventa contagioso?  L’Accidia è il peggiore dei sette vizi capitali perché non è solo pigrizia ma anche indifferenza e  lassismo: chi non riesce più a provare stupore e meraviglia  è già come morto diceva Albert Einstein perchè con i suoi occhi è incapace di vedere.

Rino R. Sortino