Le origini dell’auto elettrica

Le auto elettriche sul mercato sono già una opzione molto interessante rispetto alle macchine diesel, benzina, GPL o metano. Oltre ad essere la scelta ideale per l’ambiente, le auto elettriche iniziano ad esserlo anche per quanto riguarda le prestazioni e i costi di gestione. La problematiche che riguardano i livelli di inquinamento in alcune zone del mondo sono insostenibili, per cui questo genere di vetture, stanno diventando sempre più una realtà. Nei nostri giorni, nonostante il numero di veicoli sta crescendo lentamente, sono sempre più gli automobilisti che si rivolgono a questo settore. Silenziose ecologiche efficienti, le auto elettriche negli ultimi anni si stanno proponendo sempre più sul mercato, ma non si possono considerare una novità assoluta.

L’idea di un veicolo elettrico, precede addirittura l’avvento dell’auto a benzina, il primo progetto si deve all’inventore inglese Thomas Parker. Questi ne varò un rudimentale prototipo nel lontano 1884, all’inizio del novecento poi vennero realizzate tre modelli di auto elettriche fornite da accumulatori composti da nichel e ferro.

Tra il 1899 e il 1900, negli Stati Uniti, vennero vendute più auto elettriche di qualsiasi altro tipo di veicolo, ma dopo quel breve periodo, l’industria automobilistica invertì i progetti e rivolse la propria attenzione al ” modello T” un motore a scoppio prodotto da Henry Ford. Oggi, ad oltre un secolo di distanza, la situazione si è invertita nuovamente ed il motore a scoppio ha ceduto il passo. Nonostante le auto elettriche nelle nostre città costituiscono solo l’1 per cento del mercato globale, si prevede che nel 2040 possano arrivare al 35%.

Dai seguenti dati, si può davvero considerare il “futuro elettrico” con ottimismo? In realtà nei nostri giorni, i problemi da superare sono molti, quello legato ai costi è per il momento l’aspetto più importante: le batterie al litio che alimentano i motori elettrici richiedono grossi investimenti e di conseguenza i prezzi di queste vetture, restano ancora molto alti rispetto a quelle tradizionali. Gli esperti riconoscono all’auto elettrica due limiti principali: la quantità di energia immagazzinata dalle batterie e il tempo di ricarica, che dipendono dalla potenza del caricatore e la capacità dell’accumulatore. Nei nostri giorni sono allo studio tecnologie sempre più accurate, per migliorare i suddetti limiti tecnici. Per risolvere il problema della scarsa autonomia delle auto elettriche, il Politecnico di Torino ha proposto la soluzione dell’autostrada intelligente per ricaricare le batterie. La trasmissione di energia potrà essere effettuata da bobine fisse collocate sotto il manto stradale chiamate trasmettitori, che trasmettono a una bobina installata a bordo del veicolo chiamata ricevitore. Oltre a favorire l’impiego di batterie meno ingombranti e costose, questo sistema eliminerebbe la necessità di lunghe e frequenti soste. I fautori delle auto elettriche invece sostengono sopratutto i benefici: l’eliminazione delle emissioni di CO2, oltre ai maleodoranti gas di scarico che sono tra i maggiori responsabili della cattiva qualità dell’aria nei centri urbani. C’è da sottolineare che l’energia accumulata nelle batterie e che proviene dalla rete elettrica, nella maggior parte dei casi è alimentata da centrali a carbone, metano e nucleari, pertanto la rivoluzione ecologica, sarà completata solo quando tutta l’energia per fare il pieno delle auto elettriche sarà pulita e proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili.

Rino R. Sortino