A tu per tu con Gianna Formato Cavuoto Paganelli: Pittrice e Poetessa

“Ut pictura poesis”, la poesia è come la pittura, il poeta latino Orazio non poteva immaginare che quelle sue parole avrebbero costituito, venti secoli dopo, la base per una discussione ancora aperta sul rapporto specifico tra poesia e arti visive.  La pittura e la poesia sono due  arti  intimamente connesse,  il  loro rapporto ha sempre creato molta curiosità con  dibattiti ampi e articolati  sull’argomento. Quello che emerge soprattutto è che sia la pittura che la poesia si esprimono attraverso immagini, con una differenza sostanziale fra di loro: le immagini della pittura si manifestano  davanti  ai nostri occhi, mentre quelle che offre la poesia si trovano all’interno della nostra mente.  Gianna Formato Cavuoto Paganelli  è una bella signora che da anni anni si cimenta nel doppio ruolo di Poetessa e pittrice autodidatta. Nata ad Apollosa (BN) vive ad Aprilia (LT), può essere considerata un’icona concreta, di come si possa esternare la propria creatività in entrambe le arti con grande capacità e fantasia. Gianna scrive poesie, ma soprattutto dipinge, crea mosaici, e si interessa ad ogni cosa che le provoca intense emozioni. L’ artista con la A maiuscola, l’abbiamo incontrata, per conoscere più da vicino il suo mondo interiore, .

Signora  Formato come mai Lei si presenta con quattro nomi?

 Paganelli era il nome di mio marito, Cavuoto era il nome di mia madre di origine spagnola, ritengo che sia giusto inserire anche il nome di una madre, visto le difficoltà che hanno  le mamme di portarti in grembo per nove mesi. Io che sono  pittrice e poetessa, ci tengo ad aggiungere anche  il nome di mia madre  nelle mie opere d’arte.

Come è iniziata la sua passione per la pittura?

Fin  da bambina già dimostravo una  grande passione per i disegni, che erano già molto significativi, poi ho trasmesso questa mia vocazione  anche ai bambini, dal momento che sono stata educatrice d’infanzia  e mi dedicavo  alla loro crescita. Ormai sono tanti anni che dipingo, normalmente pitturo in olio,  ma ho fatto anche acquarello nel passato, per tre, quattro anni.  Dicono che sia più facile nell’impatto, ma in realtà non è proprio così, quando si va avanti, perché presenta diverse problematiche. L’acquarello si fa su un cartoncino, non si può cancellare e rifare e bisogna avere una grande accortezza, perché altrimenti viene fuori un colore diverso.

Normalmente di cosa trattano i suoi quadri?

Sopratutto disegno paesaggi e ambienti marittimi, visto che ho un rapporto bellissimo con l’acqua. Normalmente quando osservo un bel paesaggio  in Italia o all’estero  che mi attrae particolarmente, cerco di fotografarlo per poi disegnarlo su tela.

Dove ha esposto i suoi quadri?

Ho fatto mostre dei miei quadri sia in territorio nazionale, che all’estero, anche se a qualcuna non sono andata personalmente. A Roma ho fatto via Margutta due volte, poi ponte Milvio  e sono stata presente, in alcune mostre di musei importantissimi. Tra le tante, ricordo la grande soddisfazione di presentare i miei quadri  al “teatro del Re”.  Attualmente mi chiamano  da svariate parti d’Italia per partecipare a mostre.

Della poesia invece, che è la sua altra grande passione, cosa ci può dire?

 Quando da ragazza scrivevo poesie, ricordo che poi le accartocciavo e le mettevo da parte, dal momento che avevo il timore che qualcuno della mia famiglia le leggesse per poi deridermi. Dopo tanti anni, quando qualcuna l’ho ritrovata dentro alcuni vecchi quaderni,  le ho rilette  con grande soddisfazione e gioia. Un giorno una mia amica, mi chiese se poteva far leggere alcune mie poesie ad un suo conoscente e grande poeta, perché desiderava conoscere il suo giudizio e questi si espresse dicendo che le aveva trovate bellissime. Le poesie che scrivo,  trattano principalmente d’amore, ma nel passato ne ho scritto  alcune drammatiche,  come quella donna che perse per aborto, tre bambini. Tra le tante significative, ricordo una poesia che scrissi riguardo la tragedia dei ragazzi di Nassiriya, quella poesia mi angosciò al punto, che nei primi tempi non riuscivo neppure a leggerla in pubblico, Ma ho scritto anche  un paio di poesie sui terremoti, quello dell’Aquila e di Amatrice.

Tra la pittura e  prosa cosa preferisce come forma d’arte?

La pittura è una cosa bellissima  e completa, è qualcosa che si ha  dentro, la vedi e la commenti, ma il  mio cuore batte soprattutto per la poesia, perché nella Poesia è l’anima che parla e si esprime attraverso i sentimenti. Credo che la Poesia  sia soprattutto un regalo che si fa a chi ascolta,  anche se non la declama chi l’ha scritta. La poesia  certamente bisogna saperla leggere e interpretare,   con la giusta punteggiatura  e con la “calatura” giusta, propria della frase. La poesia non è una barzelletta, non è una pagina di un libro, nella poesia parla il cuore, il sentimento, per cui bisogna saperla declamare. Sicuramente quando si ascolta una poesia, ci deve essere il massimo silenzio, è successo proprio a me che quando mi chiamarono per declamare una poesia  e diedero il via,  mi ero bloccata e al presentatore che mi sollecitava di iniziare, risposi che non potevo farlo, fino a quando i signori che stavano facendo capannello  avessero smesso di parlare.

Nella Poesia ci sono tante componenti da tenere in considerazione, vero?

Certamente  non sono solo i versi a recitare un ruolo importante, la poesia  si esprime anche con gli occhi,  che esprimono l’anima della persona. A volte accade che non sempre si riesce ad esprimere  ciò che si ha dentro e allora l’espressione, la mimica,  riesce meglio a trasmetterlo. Così come in amore esiste il colpo di fulmine, e quindi anche senza parlare, ci si  può innamorare, viceversa può accadere che piaccia una certa persona e  poi una volta che la si sente parlare, si cambia di opinione. Spesso sono gli occhi che parlano, per me sono molto importanti, ed io sugli occhi ho scritto più di qualche poesia  e questo vale per tutti, uomini e donne.

Ricorda in particolare alcuni località dove ha declamato le sue Poesie?

Con la poesia sono stata anche al Quirinale, dove insieme ad altri Poeti, sono stata invitata come ospite d’onore,  poi mi sono recata in altre località in giro per l’Italia, tra cui  Ischia e Capri, abbiamo poi fatto anche una esposizione ad Anacapri, dove c’erano molti pittori italiani, una trentina. Tutti i pomeriggi si allestiva una mostra all’aperto e in  quell’occasione, ho ricevuto anche dei titoli onorifici.

Per concludere, cosa si può aggiungere sul personaggio, Gianna Formato Cavuoto Paganelli?

Ogni tanto mi piace cimentarmi anche in altri ambiti, mi ritengo anche una brava cuoca e l’ho dimostrato il 13 maggio del 1998, quando nel programma di cucina che conduceva Antonella Clerici  alla Rai Tv, presentai una mia ricetta, sotto forma di torta rustica. Ricordo che ebbi un tale successo, che in seguito  la Clerici mi invitò altre volte insieme a Bigazzi.  Mi considero alla stregua di un vulcano in eruzione e non mi arrendo davanti alle sconfitte, la frase “non si può fare” secondo me bisognerebbe cancellarla dal vocabolario. Molte volte si dovrebbe prendere esempio dai disabili, che a volte partecipano anche alle olimpiadi e noi  che siamo  sani di animo e di corpo, davanti ad un piccolo ostacolo  che facciamo, subito ci arrendiamo e diciamo che non si può fare?

Grazie Gianna Formato Cavuoto Paganelli

Rino R. Sortino