la Fiat E LA SUA EVOLUZIONE

dal 1899 ai giorni nostri


Correva l’anno 1899 quando a Torino venne fondata la Società Anonima  Fabbrica Italiana di Automobili, su iniziativa di Giovanni Agnelli e altri 29 aristocratici appassionati di motori. Nel 1899 Giovanni Agnell, senatore del Regno d’Italia, diventò Amministratore delegato e nel 1902 il primo Presidente della casa automobilistica torinese, alla cui guida restò per oltre 40 anni. Nel 1903 la Fiat venne quotata in Borsa, in un periodo in cui le auto che uscivano dalla fabbrica erano poco più di 250. Nel decennio seguente, la produzione raggiunse le 2500 unità, un valore che rappresentava più della metà della produzione totale di auto italiane. Nell’anno 1912 Giovanni Agnelli si recò a Detroit dove trovò un’autentica fonte di ispirazione nella sede della Ford, che a quei tempi rappresentava il più grande miracolo automobilistico mondiale. Nella città statunitense, conobbe il cosiddetto modello Ford, che consisteva nell’introduzione nell’industria metalmeccanica, della catena di montaggio.

Nel 1916 il Presidente Agnelli, decise di applicarlo anche alla FIAT e gli obiettivi di produzione, si concentrarono sopratutto nel campo delle vetture di massa. A seguito della prima guerra mondiale, lo sviluppo dell’azienda  Fiat fu assicurato sopratutto dalle commesse militari. In quegli anni si intraprese anche la produzione di autocarri e mezzi marini e ci fu anche la costruzione di motori Avio e Autobus. Nel denominato “biennio rosso” 1919-1920, la Fiat  diventò un punto fondamentale degli scontri sociali e politici che portarono all’occupazione delle fabbriche Nel 1923 venne inaugurato lo stabilimento del Lingotto a Torno, dove la Fiat imboccò la strategia della vettura utilitaria.

Negli anni che seguirono, la casa automobilistica torinese, oltre ad essere leader nel campo automobilistico, si avviò a diventare anche la più grande azienda italiana in assoluto.

Nel 1923 Giovanni Agnelli acquistò la società calcistica Juventus, che diventò nei seguenti 25 anni un club prestigioso nell’ambito sportivo italiano.

Tra le importanti iniziative della Fiat è doveroso sottolineare l’inserimento della finanziaria IFI, poi nel 1926 il gruppo dirigente facente capo all’azienda automobilistica torinese, rilevò anche la proprietà del quotidiano torinese La Stampa. Il fulcro di interessi della Fiat rimase l’automobile e in quell’anno venne lanciato un modello accessibile a tutti: La Fiat 508 Balilla, a questa vettura seguì l’indimenticabile Fiat 500 Topolino. Nel 1935 Giovanni Agnelli promise a suo nipote Gianni Agnelli (figlio di Edoardo) che sarebbe probabilmente diventato suo erede alla guida della Fiat. Gianni in quegli anni aveva solo 14 anni, ma in lui il nonno aveva intravisto un grande dirigente. Nel 1943 dopo aver combattuto nella Seconda Guerra, il giovane rampollo, Gianni Agnelli, subentrò nel Consiglio di Amministrazione al nonno Giovanni, ormai stanco.

Nel 1939 la Fiat inaugurò lo stabilimento di Mirafiori con l’obiettivo di incrementare la produzione e lo fece puntando su modelli di piccola cilindrata, alla portata di tutti. Gli anni ’50, caratterizzati da una forte repressione anticomunista, videro l’entrata in produzione della 1400, prima auto italiana disponibile in versione diesel. Dalla metà degli anni Cinquanta, le vetture Fiat seppero imporsi, non solo sul mercato italiano, ma anche su quello internazionale grazie anche partecipazione dell’Azienda torinese, in diverse competizioni automobilistiche.

Nel 1954 la Fiat presentò la 600, costruita in quasi 1 milione di esemplari e nel 1957 la nuova 500, anch’essa destinata alla motorizzazione di massa. Altre vetture da menzionare sono la 127 e negli anni ottanta, si imposero modelli quali la Panda e la Uno. L’avvocato trasformò la Fiat, da più grande azienda italiana, a principale costruttore di automobili in Europa. Nel 1993 la Fiat acquisì il marchio sportivo Maserati e questo non fece altro che aumentare il suo prestigio.

Nel 1999, a un secolo esatto dalla fondazione, la Fiat poteva contare su 221 mila dipendenti. Negli anni Duemila, l’azienda automobilistica torinese iniziò il declino, con forti perdite finanziarie. Nel 2002, raggiunse il suo punto più basso quando la famiglia Agnelli si ritrovò ad essere azionista minoritaria, in quegli anni fallì il tentativo di siglare un accordo con la General Motor. La svolta arrivò con il riassetto della società impostato da Philip Elkann nato a New York nel 1976, figlio di Margherita Agnelli e di Alain Elkann e nipote prediletto di Gianni. La squadra dirigente dell’azienda si rivoluzionò e la svolta arrivò con Sergio Marchionne il quale venne nominato amministratore delegato.

A quel punto si adottarono misure per ridurre il debito e rilanciare il marchio. Si puntò alla fuoruscita di vecchi modelli, adeguati ai tempi, come per esempio la mitica 500, inoltre si siglarono accordi con nuovi partner tecnologici quali la Chrysler, che entrò nel capitale sociale. Sergio Marchionne nei suoi quattordici anni di presenza in Fiat, riuscì ad effettuare una serie di cambiamenti radicali. La svolta riuscì nel 2005 quando vene siglato un accordo con l’americana General Motors, in virtù del quale, quest’ultima versò nelle casse dell’azienda torinese due miliardi di dollari. Grazie a questa operazione, la Fiat riuscì a coprire i buchi neri nei bilanci e a ripartire.

Un’altra strategica operazione firmata Marchionne si ebbe nel 2009, quando riuscì ad acquistare il pacchetto azionario di maggioranza della Chrysler grazie ad un prestito concesso dal governo americano. Nel 2014 Fiat e Chrysler si fusero formando la Fiat Chrysler Automobile (FCA). Grazie agli utili prodotti, la FCA decollò e riuscì a restituire il prestito ricevuto precedentemente dagli USA. Oggi la FCA è controllata dalla EXOR, una holding finanziaria italiana di diritto olandese, che non ha fatto altro che seguire l’esempio dell’originaria IFI. Da giugno 2018 a seguito della morte dell’Amministratore delegato Marchionne, John Elknann è stato nominato Presidente e Direttore Generale della EXOR.

Rino R. Sortino