LA PESTE E’ STATO IL PRIMO IMPORTANTE FOCOLAIO DI INFEZIONE

La peste nera  si generò nell’Asia centrale e settentrionale, durante gli anni ’30 del XIV secolo e si diffuse in Europa a partire dal 1346. L’espressione peste nera nacque dal fatto che nel Trecento tra i i sintomi che provocava sulle persone, c’era la comparsa di macchie scure e livide di origine emorragica, che si manifestavano sulla cute e le mucose dei malati. Ad aggravare ulteriormente la situazione in Europa,  scoppiò nel 1337 tra il regno di Francia e il regno d’Inghilterra un conflitto destinato a durare oltre un secolo. I contadini, impauriti dalla guerra e non più in grado di sopravvivere per gli scarsi prodotti dei loro campi, si riversarono nelle città alla ricerca di sussistenza. Gli agglomersati urbani aumentavano a dismisura, nonostante non erano adeguate a tale densità di popolazione. Tra il X secolo e gli inizi del XIV si assistette in Europa, a una lenta, ma costante crescita della popolazione, che arrivò a raddoppiare in Francia e Italia e addirittura a triplicare in Germania Le condizioni igieniche già precarie, per assenza di fognature, diventarono sempre più carenti e i rifiuti organici, diventarono esorbitanti all’esterno, dal momento che venivano versati direttamente in strada da finestre e balconi. È questo il quadro nel quale, nell’ottobre 1347, la peste apparve nei porti del mar Mediterraneo e trovò le condizioni ideali per scatenare una pandemia. Per proteggersi dalla peste, il medico indossava mantello, occhiali, guanti e una maschera con gli aromi.

Tra il 1346 e il 1353 oltre 50 milioni di persone, persero la vita (più della metà della popolazione europea), a causa del Black Death (Morte Nera). Il termine peste venne poi utilizzato nel Medioevo, per indicare molte altre malattie, caratterizzate da alta mortalità di diffusione quali: colera, morbillo o vaiolo. A diffondere la devastante pandemia di peste, non furono i topi (come si pensava), che trovavano il loro habitat naturale nella spazzatura cittadina, bensì l’uomo tramite pulci e pidocchi.In alcune città come Firenze le perdite toccarono il 70-80% del totale e alcuni capolavori letterari come il Decameron di Boccaccio, ne trattato ampiamente le vicende. Altre epidemie di peste si avvicendarono fino alla metà del Settecento, quando finalmente il virus scomparve dall’Europa occidentale dopo aver cambiato l’assetto sociale ed economico di intere regioni. Nel 2011 una importante ricerca condotta da un team internazionale, (dopo aver riesumato a Londra alcuni cadaveri di appestati medievali), analizzò il genoma del batterio della “morte nera”. Gli scienziati possono nei nostri giorni affermare con certezza, che ogni nuovo focolaio di infezione che si verifica ancora attualmente nel mondo, discende direttamente dal ceppo della peste medievale.

Rino R. Sortino