Maverik Rossi: un giovane stuntman di grande personalita’

Gli stuntman (o cascatore) sono acrobati particolarmente esperti nel fingere cadute, tuffi, salti e scene pericolose. La loro specialità è fare cose pericolose: li vediamo saltare tra palazzi, gettarsi da altezze vertiginose, sopravvivere ad esplosioni e guidare a velocità pazzesche ecc. Per raggiungere i loro obiettivi e, soprattutto, farlo senza lasciarci la pelle, gli stuntman, oltre che su una forma fisica eccellente, devono poter contare su una adeguata preparazione tecnica e tecnologia. Nei  film d’azione, gli stuntman nelle scene più pericolose, fanno da controfigura agli attori protagonisti e grazie al loro contributo, hanno reso indelebile nella memoria, le scene d’azione di alcune pellicole. Di certo gli stuntman non sono affatto pazzi, la loro arma segreta è l’equilibrio mentale, fondamentale per mantenere la consapevolezza di ciò che si fa. Nel cinema degli albori, il grande Buster Keaton, era apprezzato anche per le sue capacità di stuntman e nei suoi film recitava senza usare controfigure. Nella cinematografia attuale, in cui le scene d’azione non mancano, ci sono star che partecipano direttamente alle loro acrobazie e altri che invece preferiscono essere sostituiti. Gli addetti ai lavori vogliono mantenere sia l’effetto realistico, che risparmiare eventuali infortuni ad attori ed attrici. Nonostante nel cinema dei nostri giorni si ricorra sempre più spesso alla tecnologia, ci sono registi che ancora preferiscono i professionisti di un tempo (stuntman o cascatori) per fare rimanere immutata l’effetto della ripresa. Abbiamo avuto l’opportunità (dopo aver visto l’appassionante spettacolo, a Piazza del Mercato a Latina “Stuntman show Monster Truck “) di avvicinare un giovane stuntman per cercare di capire fino a che punto può arrivare una passione.

Buonasera siamo qui con Maverick Rossi, dopo aver visto lo spettacolo con bellissime esibizioni. Vorrei sapere com’è sorta questa tua passione?

Io sono di Cremona, la passione è nata  perché io faccio parte della terza generazione di Stunt man, mio padre mi ha trasmesso la sua passione e condivide lo spettacolo con me. Io sono pertanto un figlio d’arte. Sono nato praticamente sul sedile di una macchina, già a otto anni iniziai a guidare e a 13 anni feci di fatto i miei primi spettacoli,  con l’auto su due ruote, e tutto il resto che hai visto questa sera.

Per arrivare a questi livelli c’è bisogno di grande preparazione?

Senza dubbio, noi facciamo dalle quattro alle sei ore al giorno di allenamento giornaliero sia fisico, (nel mio caso anche di evoluzione di biciclette),  che di preparazione dell’auto. Noi prima di salire sulla macchina abbiamo il dovere di conoscere la macchina che utilizziamo, per vedere i difetti e scoprire le caratteristiche positive dell’auto.

Ci sono virtuosismi con le auto  che voi ritenete più pericolose di altre, oppure tutte le esibizioni presentano lo stesso grado di difficoltà?

Beh ormai dopo svariati anni, ti posso dire che sono tutte uguali le difficoltà, però ci sono esercizi con le auto su due ruote che sono molto pericolosi tipo il giro a 360° perchè quando si inizia a girare la macchina si tende a lanciare lo sterzo perché non si può accompagnare come quando si sta per strada. Tu lo molli e lo lanci come quando stai a lanciare un frisby e ciò è molto pericoloso perché tende a far capottare la macchina sul tetto, e non sul fianco.

Tuo padre è quel signore, Carlo Rossi, che questa sera ha effettuato proprio quella esibizione pericolosa di cui parlavi poco fa?

Si, ma ’è pericolosa soprattutto per me che sono fermo in mezzo al volteggio dell’auto a piedi. Il rischio può verificarsi soprattutto a causa di qualche guasto della macchina non tanto per l’errore del pilota dove si può riuscire a calcolarlo. Il guasto della macchina invece è imprevedibile e si può verificare in qualsiasi momento. Ma il rischio si deve mettere in preventivo

Immagino che si possa provare anche  paura, in quei frangenti, come si riesce a frenarla?

La paura è una fedele amica perché è quel qualcosa che non ti fa fare sciocchezze al momento e ti fa pensare quel mezzo secondo prima, di fare la stupidata.

Ma quando salite in auto per iniziare le esibizioni, la mettete da parte la paura?

Lei c’è sempre, è al nostro fianco, nel sedile del passeggero.

L’ emozione si prova ogni volta che vi esibite?

Una certa emozione la si prova sempre come si è vericata questa sera, che è stata la prima volta a Latina. Noi quest’oggi non siamo riusciti a fare nessun tipo di allenamento. L’asfalto è un aspetto del nostro lavoro che dobbiamo saggiare, invece lo abbiamo conosciuto solo questa sera.

Nei tuoi progetti futuri c’è l’intenzione di fare generi diversi di esibizioni anche più complessi?

Io vorrei crescere sopratutto con le biciclette, perché sono la mia vera passione, questa sera non abbiamo potuto svolgere il nostro spettacolo  completo perché purtroppo il lockdown dovuto ai quattro mesi di stop ha interrotto sia ilvello di allenamento e di conseguenza il livello di spettacolo. Il rischio da contagio ha inciso sul fisico e soprattutto  sulla tecnica, perché alcuni esercizi quando fai dei salti al cm rischi poi di farti tanto male. E’ a quel punto che la paura ti frena. E’ meglio aspettare qualche giorno in più ed effettuare gli esercizi con la sicurezza e le precauzioni dovute.

vuoi aggiungere qualche altra considerazione Maverick alla nostra conversazione?

Con il nostro spettacolo resteremo a Latina fino al 12 di luglio, tutte le sere dalle 21,15 in Piazza Mercato Via Rossetti. Ciao ragazzi, gas a mille e adrenalina nel sangue!

Grazie Maverick Rossi e in bocca al lupo

Rino R. Sortino