la scrittrice Alessandra Piccinini e il suo mondo interiore

Alessandra Piccinini è un Avvocato Amministrativo, vive e lavora a Porto Recanati (dove si trova anche il suo studio), ma è anche una scrittrice di buona fama, dotata di estro, cultura e grande capacità di analisi. Tra i suoi libri ricordiamo il  “Portone Rosso” dove è evidenziato il percorso evolutivo di Ludovisa, la protagonista e “Delitto in casa di Mezzelane” , un giallo, e  una vicenda realmente accaduta nell’anno 1930. Abbiamo incontrato la scrittrice Alessandra, per conoscere più da vicino il suo mondo interiore.

Alessandra Piccinini parlaci di questo tuo ultimo libro “Il  Signore Lucente” di impronta Esoterica.

Il “Signore Lucente” è una fiaba ma sopratutto un racconto esoterico che ha la particolarità di essere illustrato. La vicenda si colloca una valle circondata da un bosco dove scorrono due fiumi e all’interno  di questa valle si erge un castello. L’illustratore di questo racconto esoterico si chiama Marco Bragaglia che possiede un’azienda che si chiama “inkall comunicazione”. Marco è un’artista molto noto sia a livelo nazionale che a livello internazionale, ed essendo un grande amico mio, si è prestato a disegnare le mie visioni. Pertanto nel “Signore lucente” si trovano delle illustrazioni veramente belle, un regalo di questo grandissimo artista, che ringrazio per aver collaborato con me. Il  Signore Lucente è un racconto che si ispira a una serie di tradizioni esoteriche. Il primo riferimento è il Ramayana, un poema epico indù in cui compare la figura di una divinità che è Lord Hanuman che presenta le sembianze di una scimmia. Nel Ramajana vengono narrate le gesta di un Dio particolarmente potente, dal  punto di vista fisico e intellettuale, dotato anche di un grande coraggio, Lord Hanuman. Questi poi decise di mettersi al servizio di un altro Dio che è Rama. Lord Hanuman venne colpito secondo la leggenda, da una maledizione, che gli lanciarono dei saggi. La maledizione consisteva nel fatto che un giorno avrebbe dimenticato la propria origine divina e se ne sarebbe ricordato soltanto quando qualcun altro glielo avesse ricordato. A parlargli di questa sua origine divina è Rama con il quale decise Hanuman i mettersi al Servizio. La simbologia di questa narrazione è quella che fa riflettere, poiché rappresenta  tutto ciò che ha a che fare con l’intelletto, la mente e la forza fisica. La figura di Hanuman compare direttamente nel “Signore lucente”, la sua figura è rappresentata dalla scimmia che è la protagonista del racconto. Nel testo i protagonisti sono prevalentemente animali, c’è una scimmia, una tartaruga e dei corvi, poi ci sono anche elementi  naturali quali la Pioggia, l’Arcobaleno e un fiume. Esistono inoltre due figure antropomorfe: una è il Signore lucente e l’altro è il Signore della Giustizia e del tempo. Nel racconto si utiizzano simboli, quindi ritengo che “Il  Signore Lucente” si debba leggere e interpretare, secondo la propria sensibilità. Il racconto incoraggia a non arrendersi, a credere nei propri valori e a rispettare tutti i lati che compongono la nostra personalità.

Alessandra, c’è stata una determinata motivazione che ti ha spinta a scrivere “Il Signore lucente”?

La scintilla emotiva che mi ha portata a scrivere questa fiaba (nata durante la quarantena, un periodo particolarmente delicato e triste) è stata la vicenda di Helin Bolec. Durante il mese di aprile leggendo le notizie, appresi della morte di questa artista, a me molto cara. Helin Bolec, era un’artista di etnia curda ma di nazionalità turca, che aveva fondato il gruppo musicale dei Grup Yorum. Il governo turco nel 2016 arrivò a vietare l’esibizione di tutti i concerti di questo gruppo e alcuni componenti dello stesso furono anche imprigionati. Helin Bolec per sensibilizzare e per protestare contro questi provvedimenti, mise in atto uno sciopero della fame  che durò 288 giorni,  poi purtroppo non si riprese più e morì.  Il  Covid 19 a mio parere è riuscito a sollevare soltanto un effetto se così si può dire, positivo, nel senso che molti detenuti per ragioni di sicurezza  nelle prigioni turche si ritrovarono ad essere scarcerati. Questo provvedimento invece, non venne concesso ai detenuti politici che sicuramente ne avevano più diritto. Tutta la vicenda mi colpì molto emotivamente, anche perché i  Grup Yorum utilizzavano come loro manifesto, la canzone partigiana “Bella Ciao”, quindi, in qualche modo, hanno sempre guardato alla Resistenza Italiana, come un modello. “Nel Signore lucente”, oltre alla simbologia indù con la cosmo visione indù, esiste anche una parte che si riferisce alla mitologia egizia e alla pratica della psicostasia. Si tratta di un rito riguardante la affettatura del cuore, nel senso che la persona in punto di morte, nel momento del trapasso, veniva sottoposta al seguente rito: il cuore veniva appoggiato su un piatto della bilancia, mentre sull’atro piatto veniva appoggiata una piuma. Se il cuore  risultava pareggiare il peso della piuma e risultava particolarmente leggero,  la persona assoggettata a giudizio poteva passare nel regno dei cieli. Invece nel caso risultava più pesante, il suo cuore sarebbe stato divorato, da qualche animale e di conseguenza si verificava una situazione paragonabile alla discesa all’inferno. Nel mio racconto esiste anche la visione del Sciamanesimo, nel senso che dall’incontro tra l’elemento terra e l’elemento aria, rappresentati rispettivamente dalla tartaruga (elemento terra)  e dall’arcobaleno  (elemento aria) , si ritrova la cosmovisione Sciamanica.

Ci puoi parlare Alessandra, di altre tue iniziative culturali?

E’ uscito recentemente un manuale (edito da Edizioni Nisroch una casa Editrice Marchigiana) che ho scritto insieme  ad Angelo Castignani, uno Sciamano italiano che vive nelle Marche. Grazie alla sua vicinanza, ho ricavato un’ esperienza molto interessante, direi unica e formativa, perché  ho potuto avvicinarmi alla sua cosmo visione . Indubbiamente sono attratta dalla materia esoterica, un argomento che mi attrae molto e per questa ragione, sto scrivendo un libro con un altro coautore, Maurizio Antonio De Pascalis  di Civitavecchia. Maurizio ha  una profonda conoscenza del culto della divinità Mithra, per cui stiamo preparando  un volume su quelle che un tempo erano le attività di culto di questa divinità, che ha lasciato tantissime tracce. Nello scandagliare questi antichi luoghi di culto, si possono ritrovare tracce di antichi rituali, con le fedi degli antichi Mitra, resti di grande valore religioso che in seguito si convertirono in luoghi di culto cattolico. Inoltre sto scrivendo un altro racconto esoterico, sulla scia del “Signore lucente” ma un pò più lungo, perché è un racconto esoterico  ispirato a principi ermetici. In particolare c’è il riferimento all’antico Egitto, dove si colgono analogie fra varie culture, che nonostante siano lontane nel tempo, possono avere elementi inspiegabilmente comuni con il recente passato. Anche la leggenda di Romolo e Remo, (due fratelli che vennero salvati dalla lupa), la possiamo ritrovare tale e quale nel mito che appartiene agli Aztechi. Esistono elementi simbolici che Jung chiamava “inconscio collettivo”, che riescono a superare quelle che sono  le distanze spaziali e temporali tra popoli.  

Nei testi che scrivi, molto interessanti, tra l’altro, emergono spesso, specifici luoghi di interesse culturale e sociale della tua regione, le Marche

Chiaramente alla regione marchigiana sono affezionata particolarmente, visto che è la mia regione d’origine. Tra le tante cose mi appassionano ad esempio, le leggende che ruotano intorno alla Sibilla. Qui nelle Marche sono presenti i Monti Sibillini che prendono il nome da una figura leggendaria, forse una maga, una veggente o anche una semidivinità. E’ tutto avvolto nel mistero,  però sul territorio esistono indizi che testimoniano del passaggio di questa figura e sono tanti i pellegrini che arrivano da tutto il mondo per seguirne le tracce. Posso dirti inoltre, che sto scrivendo un giallo che è in una fase iniziale e riguarda il territorio Marchigiano. In particolare nel racconto, metto a fuoco la zona della costa del Monte Conero, che invito tutti a visitare, perché è veramente un luogo magico sotto diversi aspetti. E’ magico perché sul monte Conero si ritrovano tracce del passaggio di culti antichi, inoltre la zona circostante il monte Conero è avvolta dal mistero. Nel luogo si trova un bellissimo parco naturale, dove ci sono boschi e bellissimi percorsi da fare, inoltre si trova in loco una  chiesa,  che pare sia stata, anche per un certo periodo, una chiesa Templare. Sul luogo esiste anche una base militare, dove si può esplorare solo una piccola porzione e questo alimenta tutta una serie di dicerie e leggende metropolitane, che si  prestano ad essere una base di romanzi gialli.

Come mai sei attratta fortemente dalle teorie esoteriche?

Da parte mia l’interesse per l’esoterismo nasce come complemento all’interesse per la filosofia. Ho fatto studi classici, amato la filosofia e in particolare alcuni filosofi tra cui Nietzsche e Sartre. Questi “maestri del dubbio” mi hanno condotto ad indagare sempre più in direzione dell’esoterismo.  Sono convinta che attraverso la spiritualità, si possono ricercare tratti comuni fra culture pur diverse fra loro. Se si prende come esempio il mito della  psicostasia di cui parlavo prima, pur essendo un mito egizio, guarda caso lo ritroviamo anche nello zoroastrismo  e nell’islamismo, Quindi molto spesso, le  influenze reciproche tra culture si riscontrano maggiormente in quelli che sono gli aspetti  spirituali. Ovviamente spiritualità non significa religione, intendo riferirmi piuttosto al rapporto dell’uomo con il mistero. Inoltre mi incuriosisce l’aspetto antropologico  delle divinità che si trova espresso in tante leggende e in tante fiabe.  Gli studi che ho effettuato negli anni, mi hanno confermato che non esiste una cultura totalmente atea o totalmente laica. Qualcosa che va oltre la nostra ragione, c’è in tutte le culture, anche nelle culture  comuniste, dove lo stato sostituisce la divinità in qualche modo. Ecco, anche in queste culture dove la laicità è un valore assoluto, si ritrovano degli elementi che in qualche modo riportano all’aspetto magico e all’aspetto misterioso. C’è un libro molto bello di un autore che si chiama Francesco Di Mitri  che è diventato una specie di “cult”, dal titolo “comunismo magico”. In questo testo, si narra un passaggio in cui si avvicina la figura di Fidel Castro  alla figura di uno Orisha, una delle divinità appartenente alle culture africane e anche sudamericane.  A Fidel Castro in occasione di uno dei suoi primi discorsi pubblici importanti, si avvicinò una colomba bianca che è il simbolo di Obatala, il Giove degli Orisha, e padre di tutte le divinità. Questa circostanza in un certo senso, legittimò in qualche modo Fidel Castro alla folla (che credeva negli Orisha), considerandolo una energia divina, una energia superiore. Quindi anche nelle culture anche più razionaliste,  c’è sempre questo bisogno di spiritualità, il bisogno di creare il rapporto con il mistero. E questo mi affascina tantissimo.

Grazie Alessandra Piccinini

Rino R. Sortino