natascia di roma la scrittrice guerriera

Natascia è una giovane scrittrice che ha scritto un libro veramente interessante “La Dama bianca” da cui ha ottenuto un riconoscimento di grande prestigio: il premio internazionale città di Cattolica. La sua soddisfazione è doppia in quanto la scrittrice il libro l’ha scritto tutto da sola e non si è fatta revisionare nemmeno una pagina. Natascia raccontaci qualcosa del tuo passato e com’è sorta questa tua passione per la narrativa?

Ho frequentato per cinque anni  il Liceo linguistico in una scuola privata di Latina, preparandomi da autodidatta con madre maestra di scuola primaria e nonno professore di storia dell’arte, per sostenere gli esami finali a Roma questo per per cinque anni di liceo. Volevo evadere da Latina e provare nuove esperienze nella capitale. Andare in un’altra città ed incontrare nuovi volti mi ha dato la possibilità di migliorare l’ espressione, non solo sotto l’aspetto linguistico ma anche nell’ambito della scrittura. A Roma sono cresciuta e sono riuscita a vincere un premio letterario a 16 anni, con una poesia ispirata ai Beatles che si  intitola “sulle note dei Beatles”. A seguito di questo premio è cresciuta in me la voglia di scrivere. Ho sempre avuto questa predisposizione, tanto è vero che già a a 11 anni  facevo parte di un blog su internet dove mi conoscevano con il nome di Tiffany. Scrivevo piccole storie di vario genere tra cui ricordo ad es. le problematiche su ragazzi giovani e le famiglie che al giorno d’oggi si deteriorano. Ero anche fortunata perchè i miei lettori mi esortavano di continuare a scrivere altri capitoli. Da quegli anni in poi la mia vita è stata tutto un escalation, a 23 anni ho trovato la forza di pubblicare questo mio primo libro “La Dama bianca” che spero diventi un successo. Oltre alla letteratura, ho cercato di ampliare il mio campo di interessi, ho frequentato corsi di doppiaggio e teatrali e per tre anni l’Accademia di benessere ed estetica ritenendolo un piano B per la mia vita .

Ci puoi raccontare in sintesi la trama di “La DamA bianca”?

Il libro narra la storia di Lucas Kils un ragazzo di 22 anni di Roma,  che non ha una situazione facile in casa, in quanto non vive la cosiddetta famiglia del “mulino bianco”. La sua famiglia si è separata, il papà non lo ha mai accettato da piccolino, quindi Luca è stato costretto  a crescere con la mamma e il suo patrigno Maurizio. Questi nonostante non gli abbia mai fatto mancare niente, è un uomo che Lucas non ha mai accettato. Con il passare del tempo Lucas manifesta una serie di angosce e cerca di esorcizzare le sue paure attraverso amicizie sbagliate e lusso sfrenato. Vive sentimenti in un certo senso superflui che non hanno valore senza dar spazio ai propri. E’ come se si richiudesse nel suo dolore senza riuscire a trovare pace vera, poi si arrende all’evenienza che la pace non esiste. Un giorno all’improvviso  accade l’ incontro nel tempio di Iside, (un ristorante di Roma, di mia invenzione) con Charlotte e tra i due si instaura un colpo di fulmine “bestiale”. Si sviluppa un immediato intrigo mentale e fisico, Lucas fa di tutto per conoscere questa ragazza e pensa che tramite lei (e questo è un errore gravissimo), possa risolvere i suoi problemi interiori. Poi si accorgerà che Charlotte ha dei demoni interiori più forti dei suoi e quindi dovrà combattere non solo con se stesso ma anche con quelli della ragazza. A quel punto si sviluppa tutta una escalation di emozioni, colpi di scena,  e suspense, con l’apparizione di altri personaggi, Jack, (un compagno di avventura per Lucas), Zampa e tanti altri.

Immagino che non ci puoi rivelare il finale, è tragico forse?

No, è invece commovente e lascia veramente sospesi in aria.

Perché sei così affezionata a questo libro?

Sono affezionata a questo libro perché è nato da me, è come un figlio ed è stato il primo libro che ho scritto, che presenta un inizio, uno sviluppo ed un finale. Lo posso considerare il primo libro di una lunga serie e il primo non si dimentica mai, è come il primo  amore, la prima amicizia, la prima delusione.

Hai scritto altri libri?

Si, ne ho scritti altri tre, ma li devo ancora pubblicare. Questo libro è il primo perché ho scelto io personalmente che diventasse il primo romanzo da pubblicare. In verità solo per questo libro aveva già una conclusione, per gli altri no.

Gli altri libri vertono su storie simili a “La Dama bianca” ?

No, sono totalmente opposti, a me piace sdoppiarmi quando scrivo, potrei diventare di volta in volta una ragazza di quindici anni, una donna di trenta, uno psicopatico o semplicemente un uomo. Quando scrivo, cerco in tutti i modi di non essere Natascia, ma di sdoppiarmi, la mia non è una semplice immaginazione creativa, riesco a diventare molto empatica nel momento che sono immersa nella scrittura. Sto portando a termine altri libri, “Laisa”, è il titolo del libro fantasy che narra la storia di Lucifero e Dio secondo i miei schemi e non secondo la religione odierna. In “Pariolini” invece, si narra la vicenda di tre ragazzi dei Parioli che sfogano le loro angosce, attraverso la violenza e la sopraffazione del genere femminile. Non aggiungo altro per non rovinare il gusto di leggerli, ma i libri sono entrambi bellissimi.

Qual’è stato la motivazione che ti ha fatto decidere di iniziare a scrivere romanzi, nonostante il tuo corso di studi, sia diverso, per tipologia?

In realtà mi trovavo in uno stato di infelicità, volevo a tutti i costi scrivere un libro, è una esigenza  primaria per me e solo in quel momento, riesco a sentirmi libera. Ma non rinnego quello che ho fatto in precedenza.

In tanti scrittori e scrittrici c’è sempre qualcosa di personale in quello che si scrive, è così anche nel tuo caso?

Si deve partire dal presupposto che Lucas è un ragazzo, quindi già questo esula da me, che sono donna, ed è stato molto difficile trasformarmi in un ragazzo. Ritengo che mi sono superata, perché è difficile incontrare una scrittrice donna  che scrive dal punto di vista di un uomo.  

Hai altre aspirazioni nella vita Natascia?

Avendo conseguito la qualifica dopo tre anni all’Accademia di benessere e di estetica, vorrei tanto aprire un Centro di bellezza, tutto mio. Il mio sogno è diventare una truccatrice per teatro o per fiction, a me piace l’estetica e la cura del corpo in generale, così come mi piace la donna curata, accompagnarla nelle scelte e darle dei consigli.

Hai un sogno nel cassetto in campo artistico?

Non ho un sogno, ne ho tanti perché sono eclettica come ragazza, ho tanti interessi, uno non mi basta. Si, vorrei diventare una sceneggiatrice per fiction, per film o spettacoli teatrali perché ritengo di avere una grossa mano e vorrei sfruttarla. Sogno di scrivere romanzi d’amore per tutta la vita. In amore mi piace fare la prima mossa, se il gioco vale la candela, pertanto non mi ritengo una principessina, piuttosto una guerriera. Sono attratta anche dalla professione di fotomodella, perché mi piace stare davanti all’obiettivo dove non sono più io, ma divento un’altra persona.

Natascia ci puoi ricordare le tue sensazioni quando hai ricevuto il premio internazionale letterario riguardo il tuo libro?

Era il mese di Aprile e ricordo che stavo male, perché non riuscivo a creare un evento per il mio libro. In quel momento mi è stato comunicato da parte del  Direttivo del Concorso internazionale di Cattolica, che su 2600 partecipanti ero rientrata tra i primi venti, vincendo addirittura il premio Montefiore. Purtroppo la premiazione non si è potuta effettuare, mi hanno telefonato, perché la serata a causa del Covid, non è stata possibile effettuarla. Questa situazione ha tarpato le ali a tante persone. Quindi tu immagina la mia felicità in quel momento, ho agognato questo premio per mesi interi  fino a quando  un giorno il corriere mi ha citofonato e mi è arrivato il premio direttamente a casa mia. In quel premio rivedo tutta la fatica che ho fatto e le speranze contro le malelingue, vecchie amicizie d’infanzia,  che dicevano che non sarei mai riuscita a pubblicare nulla!

Grazie Natascia Di Roma e in bocca al lupo

Rino R. Sortino