qUIRINO cIAMMARUCONI PRESENTA IL DIRITTO rEALE

Il Diritto Reale è un’Associazione Culturale di Diritto e Legalità E’ un nuovo progetto d’impresa  per attività e tutela  della legalità ideato, sviluppato e avviato nel 2015 da Quirino Ciammaruconi. Lo abbiamo incontrato una fredda serata d’inverno in un bar di Latina, per conoscerlo più da vicino.

Dott. Ciammaruconi  ci racconti in sintesi la cronistoria della sua carriera

Nella mia vita purtroppo ho avuto un percorso molto tortuoso, all’età di sette anni persi mia mamma, passai tre anni di collegio, dove non mi piaceva permanere, poichè mi mancavano molto gli affetti. Quando uscii dal Collegio, mi iscrissi all’Avviamento Industriale con la Scuola media  e raggiunsi il diploma all’età di diciassette anni. In quegli anni dovetti sottostare agli impegni del militare, perché purtroppo all’epoca se non eri un milite esente non ti permettevano di essere assunto in nessun settore. Finita la vita militare, cercai di apprendere altre specializzazioni, e in seguito riuscii ad essere assunto da una società  italo francese. All’età di 21 anni cominciai ad occuparmi del Servizio Infortunistico e Sanitario e, dopo aver svolto per una decina di anni l’attività come dipendente, dal momento che pensavo di valere di più dal punto di vista professionale, intrapresi una mia personale attività come agente di rappresentante di commercio. Presso l’Università Agraria di Perugia e della Tuscia, riuscii a maturare delle specializzazioni, sia riguardo “le Acque  primarie e secondarie”, che nei confronti degli “impianti di trasformazioni”. In quegli anni una società italo americana   mi assegnò grazie alle mie qualità un ufficio a Roma, dove rappresentavo questa società con prodotti di alto prestigio. Nel  1980 ottenni la grande soddisfazione di essere premiato all’Hotel Hilton a Roma quale miglior professionista  dell’anno in tutta Italia.

Quando si rese conto dott. Ciammaruconi delle difficoltà che che si avevano quando ci si scontrava con la burocrazia?

Grandi difficoltà le incontrai quando cominciai a colloquiare con la Pubblica Amministrazione al fine di ottenere pareri o  concessioni  su Sanatorie o Concessioni edilizie che si rendevano necessarie al fine di ottenere la costruzione di opere occorrenti al mondo agricolo e rurale. Se non avessimo avuto l’opportunità di ricevere pareri favorevoli su concessioni e permessi  per costruire, le banche  non ci avrebbero date le adeguate coperture finanziarie e non avremmo potuto accedere ai contributi comunitari. E’ a quel punto che raccolsi le prime delusioni,  la burocrazia rendeva la vita impossibile e non pensavo di trovare tanti ostacoli  dai Comuni, dalle Provincie e dalle Regioni. Quando mi resi conto che dovevo intraprendere una vera e propria  lotta contro la burocrazia, cominciai  ad approfondire l’aspetto giuridico e legale e per questa ragione intesi raffrontarmi con la Costituzione che costituisce il caposaldo essenziale dell’attivita giuridica. L’articolo 28 della Costituzione, ci fornisce ampie garanzie in questo senso. Ad un certo punto anni fa, creai un’Organizzazione culturale di diritto e legalità denominata “diritto reale” composta da cinque Avvocati, e oltre venti tecnici. Oggi grazie all’evoluzione che c’è stata, non abbiamo più timore che qualsiasi tipo di burocrazia possa intralciare il nostro percorso. E ‘ stato importante anni fa riuscire ad approfondire l’articolo 2043 del Codice Civile che sanciva il principio fondamentale che chiunque cagioni un danno ingiusto a terzi, deve pagare, e per per riuscirci, putroppo per il cittadino, è necessario che inneschi un procedimento  giudiziario. A volte il cittadino si priva anche di chiedere un normale servizio, in quanto trova  difficoltà  nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e la burocrazia. Non ha la forza di denunciare neanche fatti eclatanti  perché ha scarsa fiducia negli Avvocati, nella Magistratura e nella Politica. Oggi la nostra Società è composta di categorie diverse, soggetti diversi, dai minori alle persone più svantaggiate, un’età dove si ritorna ancora più deboli e più fragili. Devo ammettere che la nostra società non sta facendo nulla o quasi  per venire incontro a queste figure altamente bisognose  di assistenza e servizi.

la burocrazia, a volte si ha la sensazione che sia stata creata apposta per complicare le cose e fare in modo che il cittadino non si orienti in questa giungla di leggi e leggine, che ne pensa a proposito?

Ha detto una cosa saggia, in quanto ritengo che la burocrazia sia stata creata appositamente, spesso noto che non c’è nè capacità dirigenziale, nè capacità organizzativa negli ambienti di lavoro dell’apparato statale. Difficilmente mi capita di sentire che un dirigente chieda, al proprio funzionario, ” dimmi cosa hai fatto oggi e cosa farai domani”, utilizzando eventualmente un verbale come fanno le industrie private. Purtroppo nella Pubblica Amministrazione questa situazioni non avvengono. Il nostro stato è ormai totalmente fallimentare,  siamo arrivati a quasi 2700 miliardi di debito pubblico e non si sa quando si potranno mai restituire questi debiti.

Alla luce di questa emergenza igienico sanitaria. come vede la situazione del nostro Paese e crede che nel  futuro, ci potra’ mai essere una via d’uscita?

La ringrazio di questa domanda, ritengo che la situazione igienica sanitaria attuale del nostro Paese  sia drammatica e quasi irrisolvibile, per il semplice fatto che avrebbero dovuto prevedere prima  e non dopo. E’ come chiudere una stalla quando i  buoi sono fuggiti e questo governo sta facendo questo. La situazione è sfuggita di mano, ci ritroviamo con ospedali pieni, centri ospedalieri mai realizzati e strutture che non si sono mai completate. Auspico nel più breve tempo possibile una presa di coscienza sociale, con qualcuno che abbia le capacitò di dirigere, imponendo il rispetto della legalità, come si fa nelle strutture militari, dove quando si da un ordine si deve rispettare.

Questa situazione di emergenza Covid inoltre, ha creato il dato allarmante di tanti cittadini non riescono ad andare avanti nella vita di tutti i giorni.

Si, ed è un dramma nel dramma, vorrei citare ad esempio il caso di una famiglia che tempo fa è stata invitata nel campo della ristorazione (negli alberghi, e nella ricezione), ad adoperarsi per mettersi in regola, credendo che poi lo stato li avrebbe aiutati per produrre reddito. Stranamente dopo che si sono indebitati e hanno cercato di regolarizzare le normative dello stato, è arrivata la cosiddetta “ghigliottina” di chiusura  alle sei o di chiusura addirittura per tutto il giorno di sabato e domenica. Questa gente pertanto si è ritrovata nella più assoluta delusione della politica, dello stato e dell’economia, perché si è resa conto di non avere altre vie d’uscita.

Non crede che popolo italiano sia dotato di risorse infinite, perchè se siamo riusciti a risollevarci dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale, probabilmente troveremo le risorse morali per risollevarci anche dopo questa brutta emergenza sanitaria?

In quegli anni  però c’era una cultura diversa, sia nell’essere umano di tirarsi su le maniche e mettersi a disposizione  verso la famiglia, inoltre la società civile riuscì a sostenere l’Italia in ogni modo. Negli anni la politica è riuscita a creare una cultura perversa, giudiziaria, procedurale e di servizio, perchè una volta che il cittadino si fa in quattro per rimediare un pezzo di pane, lo stato invece si fa in quattro per distruggere sia la sua fetta di pane ed inoltre priva il cittadino di servizi che sarebbero necessari.

Ritornando alla vostra Associazione,  di che cosa i cittadini potrebbero essenzialmente trovare facilitazione nel ricorrere a Voi?

Attraverso la nostra Associazione il cittadino può ritrovare il riconoscimento di un diritto sacrosanto, per cui quando ha il sospetto di avere un diritto, se si  rivolge a noi, gli possiamo fornire tutti gli strumenti e le capacità per reclamare questo diritto. Abbiamo stipulato una convenzione anche con la Caritas che ci può fornire le adeguate coperture finanziarie per giusta causa a favore di soggetti disabili e improduttivi dal punto di vista reddituale. Attraverso i nostri legali a volte si riesce a far risorgere nel cittadino la fiducia nelle istituzioni,  e questo grazie alla nostra incessante attività, che non avremmo mai voluto intraprendere, perché il diritto all’essere umano dovrebbe essere riconosciuto prima dallo stato  e poi dalle istituzioni. E’ difficile pensare che uno debba impostare una procedura giudiziaria per reclamare un diritto costituzionale e impegnarsi finanziariamente, perché se non mi impegno forse nessuno me lo riconosce. Ritengo che una volta che sia stato cagionato un danno nei confronti del cittadino legato alla malasanità, dovrebbe essere automatico  il riconoscimento di un indennizzo. Riconoscere le proprie colpe, chiedere scusa e pagare il danno, ritengo che sia un diritto da parte de cittadino, come previsto dal decreto 2043 del Codice Civile, che tratta il riconoscimento del danno ingiusto.

Sig, Ciammaruconi vuole aggiungere qualche altra considerazione alla nostra conversazione?

Vorrei che la gente non perda mai fiducia  nella Costituzione e nelle Istituzioni, tantomeno il coraggio di reagire e se per caso per motivi diversi ci si sente fragili, impreparati o alle prese con problematiche legate a difficoltà economiche per reclamare un diritto, possono sempre rivolgersi tranquillamente a noi che possiamo fare un  primo esame e anche un secondo a spese nostre del problema. In questo modo saremmo in grado di fornire delle indicazioni più appropriate, con delle ipotesi di percorso più congeniali al cliente.

Rino R. Sortino