“grazie a Dio sono tornato a vivere” e’ il nuovo singolo del bravo cantautore angelo avarello

Angelo Avarello noto cantautore siciliano, nacque artisticamente nel 1969 come fondatore del gruppo musicale “I Teppisti dei Sogni”. Nella sua carriera artistica ha interpretato più di 130 canzoni e il suo  celeberrimo pezzo “Piccolo Fiore” ha fatto sognare intere generazioni.  Le prime canzoni di Angelo Avarello in Sicilia, vennero  trasmesse da Radio Aut, l’emittente fondata nel 1977 da Peppino Impastato. La voce simbolo della lotta alla mafia  che in seguito cadde tragicamente sotto i suoi colpi, amava quelle canzoni fresche e genuine..  Nell’anno 1990, decise  di staccarsi dal gruppo e si trasferì ad Aprilia, ridente città in provincia di Latina, dove  continuò ad incidere con la stessa  passione di prima. Da solista, riuscì  ad effettuare sedici tour tra Canada e Stati Uniti d’America, ottenendo grandi riconoscimenti in Italia e all’estero. Nell’anno 2009, diresse l’orchestra al Festival di Sanremo nei confronti della cantante  Simona Molinari. Nell’arco della sua carriera artistica, il cantautore nativo di  Ravanusa in provincia di Agrigento, ha  registrato e pubblicato   circa 22 album tra live, raccolte e inediti.  Oggi l’artista, dopo 40 anni di carriera e varie esperienze musicali, sembra che abbia acquisito una maturità e una consapevolezza particolare, interpretando con enfasi,   “grazie a Dio sono tornato a vivere”. Recentemente lo abbiamo incontrato per  conoscere più da vicino il suo percorso artistico.

Angelo  dopo tanti anni di carriera, ti presenti oggi con questo nuovo singolo. Cosa rappresenta per te?

Il  brano  musicale “grazie a Dio sono tornato a vivere”, è un  racconto che definisco a cuore aperto, dove  descrivo  l’esperienza  della mia  recente infermità che mi ha coinvolto in questi ultimi cinque anni. Sono stato  molto male, ho avuto un tumore, lo dico apertamente senza remore, inoltre avevo anche una stenosi con cauda equina per cui sono stato per circa otto mesi su una sedia a rotelle.  Da un po’ di tempo, da quando cioè ho ripreso la mia attività di cantautore,  cerco attraverso la musica, di infondere  speranza e coraggio a chi  ancora soffre.  Il  mio consiglio nei confronti degli infermi  è che ci vuole tanto coraggio per affrontare  le cure.  Con “grazie a Dio sono tornato a vivere”, intendo ringraziare oltre ai  medici  che mi hanno assistito, soprattutto il padreterno, l’essere soprannaturale che mi ha  sempre fornito quel coraggio necessario, per affrontare la mia dura esperienza di vita.

Dalle tue parole traspare tanta serenità, che sicuramente avvertono i  tuoi tanti amici ed estimatori. Ma chi ti ha dato la forza interiore per continuare a lottare la tua battaglia per la guarigione?

La grande forza morale  in primis me l’ha concessa la fede,  perché mi sono sempre sentito coinvolto verso  il Padreterno e verso il nostro Dio. Tutto questo mi  è stato di grande sollievo, ricordo che i medici non mi nascondevano,  quanto  fosse  difficile  riuscire a venirne fuori bene da questa storia. Quello che mi confortava erano  i progressi  che arrivavano  molto veloci,  inoltre speravo sempre di poter superare i tanti dolori  che non mi facevano dormire  né di notte né di giorno.  Sono stato sottoposto ad un intervento alla schiena  poichè mi si erano sfilacciati tutti i nervi.  Grazie a questa intervista, colgo l’occasione per ringraziare tutti i medici  che mi hanno aiutato in ogni modo. La prima persona che mi viene in mente  è il dott. Pietrantonio  che mi ha operato, al Santa Maria Goretti, un medico giovane, ma grande in tutti i sensi. Un’altra persona che ci tengo a ringraziare dell’ICOT, è Armando Uscimenti , dal cuore grande, un medico che stava vicino a tutti, non solo a me.  Infinr un’altro dottore a cui sono enormemente riconoscente, che mi è stato vicino notte e giorno è stato l’oncologo   Dott.  Brunetti della Regina Apostolorum di Abano .

Angelo Avarello, si nota una grande fede spirituale in te e tu stesso sei testimone nell’arco della tua vita, di fatti che la mente umana non può riuscire a spiegare

Ogni persona ha un compito in questa terra e non succede niente per caso. Vorrei raccontare un aneddoto che mi successe  al ritorno da una serata musicale. Avevo letto che Frosinone distava 40 Km, dal punto in cui mi trovavo, quando poi mi sono svegliato, grande è stata la mia sorpresa nel rendermi conto  che distavo dal capoluogo ciociaro  solo 12 Km. Pertanto  dormendo, avevo  guidato per 28 Km, senza accorgermene e  mi chiesi come facevo ad essere ancora vivo. Ti lascio immaginare la sorpresa quando  mi svegliai con  lo sterzo in mano, quindi sono convinto  che esista qualche essere soprannaturale che ci protegge e ci mantiene in vita.

Ritorniamo alla musica che da sempre è la tua grande fonte di vita,  prima di “grazie a Dio sono tornato a vivere”  ricordo che hai scritto un’altra bella canzone che a me è piaciuta molto.

Si, con  il  singolo ” uniti per lottare contro il Covid 19” intendevo ringraziare tutti gli eroi della medicina tra medici ed infermieri che hanno dato tutto  se stessi , nel difficile anno 2020. 

Non credi che l’Angelo Avarello di oggi sia diverso da quel giovanissimo cantautore che inizio tanti anni fa l’attività artistica in Sicilia inserito nel gruppo dei Teppisti dei Sogni, dove realizzò quella indimenticabile canzone “Piccolo Fiore”?

Sicuramente il cambiamento c’è stato, prima scrivevo e raccontavo nei testi, storie d’amore,   attualmente invece,   provo anche a scrivere storie vere, con tematiche diverse.

Sono tante le canzoni che hai scritto e cantato durante la tua lunga carriera. Che ci puoi dire a proposito?

Oltre che cantare in Italia, ricordo con grande soddisfazione i tour che ho  effettuato negli Stati Uniti ed in Canada. Sono affezionato a tutte le canzoni  che ho inciso, sono convinto di aver scritto belle canzoni sia con il  gruppo musicale dei Teppisti dei Sogni, sia come solista dopo il 1990. A me risultano 130 canzoni  e a volte anch’io faccio fatica a ricordarle tutte. Nonostante siano passati quarant’anni   dai miei  esordi musicali,  sono felice di aver trasmesso le mie emozioni, al punto  che ogni tanto mi capita di vedere  gente piangere sotto il palco nelle serate dove canto.

Mi  sorge spontaneo farti questa domanda, “ preferivi  quando cantavi  in un gruppo, oppure ti trovi meglio oggi da solista”?

 E’ una buona domanda, ritengo che adesso da solista mi sento  più libero, di fare quello  che sento veramente dentro al mio cuore, con il gruppo invece, sei condizionato a sentire anche altri pareri. Tutto ciò che scrivo nasce da ciò che sento veramente, oggi come allora, anche se negli anni, si aggiunge  una sensibilità diversa. A me piace anche condividere la musica e ancora oggi di tanto in tanto,  qui nelle zone limitrofe a dove vivo, mi piace cantare con un gruppo musicale, con i quali  mi trovo  in grande sintonia.

Come riesci a sviluppare tanta fantasia nelle tue composizioni musicali?

Io compongo musica con il cuore e non per un discorso commerciale. Nel passato  scrissi un testo musicale “Oh terra mia”, che trattava delle tragiche vicende dove furono coinvolti Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. In quegli anni confidavo la mia vergogna di essere siciliano. Ho sempre scritto con sensibilità e onestà e grande è stato  l’onore tanti anni fa, di essere intervistato a Cinisi provincia di Palermo da Giuseppe Peppino Impastato.  Ricordo che la sua radio era ubicata al primo piano  di una vecchia costruzione, dove c’era una scala molto ripida. Peppino a quei tempi era un ragazzo giovane e pensieroso,  con gli anni si è rivelato un uomo di grande coraggio e onestà. Oggi posso dire che aver incrociato le nostre strade, ha rappresentato per me  un dono prezioso che mi ha concesso la vita.

Grazie e  in bocca al lupo, Angelo Avarello

Rino R. Sortino