amira cannizzaro: il pugilato ce l’ho nel sangue

campionessa del mondo nella categoria Supergallo 

Angela Canizzaro, classe 1977, in arte Amira, nata a Reggio Calabria è una Avvocatessa reggina, che fin da piccola ha inseguito il suo sogno per la boxe. La forte passione per questa disciplina, l’ha condotta fino al titolo di Campionessa del Mondo di boxe nella categoria dei Super Gallo versione UBC. L’abbiamo incontrata in una fredda serata del mese di gennaio, per conoscerla più fa vicino.  

Sig.ra Amira com’è sorta questa passione per la boxe?

Io sono calabrese e abito a Reggio Calabria, sono anche Avvocato penalista, ho famiglia e figli, ma non ho mai escluso il pugilato dal mio status di vita. La boxe non riesco a considerarla come una passione, è piuttosto la mia essenza di vita. Ero una predestinata probabilmente, perchè mia madre già in culla mi ha sempre vista, che facevo movimenti  simili a tirar pugni. Ogni persona è predisposta in qualche attività, così come si nasce scultori o pittori, posso confermare che da sempre ho inseguito e amato questo sport. Il pugilato lo considero come un mio modo di vivere e per questa ragione, non posso farne a meno. Da piccolina ero innamorata di Mike Tyson, era il mio idolo e il suo viso l’ho tatuato anche sul braccio. A 13, 14 anni, mio padre mi mandava a praticare nuoto, io invece, mi recavo nella palestra di fronte, dove esercitavano il pugilato e studiavo con attenzione i movimenti degli atleti. Vorrei ricordare che nel finale degli anni ottanta, in Italia il pugilato femminile non era praticato, è stato riconosciuto soltanto nel 2002.

Che rapporto hai con la città di Latina?

E’ dal 2006 che ho un rapporto di amicizia e di lavoro  con il mio manager Mirko Parisi Boxe e da allora, ci incontriamo spesso a Latina, dove svolgo ritiri sportivi. Latina indubbiamente è una città che mi piace molto, ma in questo periodo, dal momento che gli spostamenti sono limitati, a causa dell’emergenza Covid, sono dovuta ritornare a casa mia in Calabria.

Ci puoi raccontare come si è svolta la tua carriera nel pugilato?

Io come categoria sono un super gallo, al massimo arrivo a 55  Kg. Ho fatto un bel percorso da dilettante in Nazionale, dove presto mi hanno promossa titolare. Ho vinto medaglie  ovunque ho partecipato, compresi i campionati nazionali assoluti prima serie. E’ stato bellissimo vincere l’oro  2002 degli assoluti  italiani. Dopo aver ricevuto tante soddisfazioni, sono riuscita a diventare professionista sotto la tutela di Patrizio Oliva ed Elio Cotena. Sono rimasta un paio di anni con loro, poi c’è stato uno stop perché ho partorito due bambini. Quando sono rientrata, nell’attività agonistica, tramite un maestro di Napoli, ho avuto l’opportunità di conoscere Mirko Parisi che attualmente è il mio manager . Dopo aver partorito, ricordo che era tanta la passione di ritornare alla mia amata boxe, che facevo venire la baby sitter con il bimbo in palestra.

Ci puoi parlare dei tuoi recenti combattimenti?

Ultimamente combatto all’estero con grandi pugili, perché purtroppo  in Italia non si hanno le necessarie risorse economiche. Nel nostro paese sono salita sul ring solo una volta e nel 2018  vinsi il titolo mondiale  iridato dei Super Gallo versione Ubc. Riuscii a battere l’argentina Daniela Barbaro Riviero, al termine di un incontro duro e emozionante. Negli incontri in cui ho gareggiato, quando ho perso, è stato con campionesse mondiali  molto più grosse di me, dove ho dovuto subire anche situazioni poco chiare. Nonostante tutto, sono ugualmente soddisfatta, perché sono riuscita a confrontarmi con le migliori pugili del mondo e questo mi ha consentito di migliorare la mia esperienza.

Ormai Amira dopo aver acquisito una certa esperienza, qual’è il tuo rapporto nei confronti del pugilato?

Potrei morire di depressione se non vado in palestra. Ho sempre grande illusione quando mi sveglio al mattino e penso al prossimo match. Vivo in funzione di questo sport e l’emozione più grande per me rimane quella di salire sul ring. Il mio temperamento è diverso da quello di una qualsiasi donna, che normalmente preferisce ad esempio andare a ballare o avere un bellissimo uomo al fianco.

Amira so che tieni in particolare ad una città italiana

Si, perchè da  sempre ho vissuto a Napoli, ed è solo da un paio d’anni che sono tornata a Reggio Calabria per praticare l’attività forense ed avere la famiglia vicino. Nonostante tutto, il mio cuore rimane a Napoli, in quanto dopo 18 anni è impossibile dimenticare quella città.

Amira recentemente sei salita sul ring in grande forma per un incontro prestigioso, ce ne puoi parlare?

Si, soltanto tre settimane fa il 12 dicembre, ho preso parte ad un match meraviglioso in Germania  a Magdeburgo  contro la Campionessa Europea, la tedesca Nina Meinke. E’ una avversaria molto temuta nel panorama
pugilistico tedesco, in quanto fino a quel momento aveva alle spalle 13 match da professionista di cui 10 vinti, 3 per KO- La mia è stata una brillante prestazione anche se non sono riuscita ad aggiudicarmi l’incontro.

Mira quali sono i tuoi prossimi impegni agonistici?

Il mio manager Miiko Parisi è in trattativa per farmi effettuare un incontro tra il Belgio, e l’Austria. Inoltre anche in Calabria, sto cercando di trovare qualche sponsor per vedere se posso effettuare un match nella mia terra. A tale scopo, mi mantengo in forma e mi alleno qui a Reggio con Antonio Bartolo e Davide Lombardo, il preparatore atletico: questo è il mio team. La mia attività pugilistica, continuo a immaginarla come se fossi al primo giorno all’inizio della mia carriera e questo nonostante i miei 44 anni compiuti il primo gennaio.

Grazie Amira Canizzaro e buona fortuna per il proseguo della tua carriera.

Rino R. Sortino